Una storia popolare del calcio
Una storia popolare del calcio, graphic novel di Jean Christophe Deveney, Mickael Correia e Lelio Bonaccorso (Tunuè, 19,90 euro, pp. 140), è un gran bel libro a fumetti che non racconta la solita storia del calcio, ma
assume un angolo di osservazione singolare, pur ammettendo che il football è
stato inventato ed esportato dalla buona borghesia inglese, dimostra come nei
vari luoghi in cui si è sviluppato sia stato caratterizzato da una spinta ai
limiti del rivoluzionario. Ecco perché i personaggi impegnati a discutere di
calcio sia nel prologo che nell’epilogo criticano i Mondiali del Qatar - dove
sono stati violati diritti umani e ci son stati morti sul lavoro - non ritenuti
degni di una tradizione calcistica progressista. Tra le molte storie che
troviamo nel libro - ben disegnato da Lelio Bonaccorso e sceneggiato dagli
argentini Deveney e Correia - apprezziamo l’emancipazione operaia britannica
grazie al football, l’operazione antirazzista brasiliana curata da Garrincha e
Pelé, un inedito Maradona, non solo santo protettore di Napoli ma anche
paladino dei diritti umani nell’Argentina dominata dai generali. Importante
anche la storia del calcio sotto fascismo e nazismo, con Hitler che vorrebbe
imporre la sua Germania anche contro un’Austria più forte e che arriva al punto
di far uccidere dalla Gestapo il giocatore più rappresentativo - Matthia
Sindelar, ormai caduto in disgrazia - che aveva segnato la rete della
sconfitta. Apprezziamo un capitolo dedicato al calcio egiziano concepito in
funzione rivoluzionaria, contro la dittatura, per sollevare gli animi contro un
potere che soggiogava il popolo. Nel prezioso volume vediamo anche le
differenti scuole di pensiero calcistico, la poesia bailada dei brasiliani e la concretezza degli europei, gli egiziani
e gli africani in genere con la loro generosità mancante di tecnica. Non manca
un capitolo dedicato al calcio femminile e alla sua emancipazione tardiva,
dovuta a una mancanza di considerazione sportiva nei confronti della donna,
apprezzata solo per il fatto che giocava mostrando le gambe dai pantaloncini
corti.
Una
lettura piacevole, utile per capire come si è sviluppato nel mondo il gioco del
calcio e anche per comprendere i motivi per cui negli Stati Uniti ci è voluto
molto tempo per affermarsi, anticipato com’è stato da football e baseball.
Gordiano Lupi

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