L'AUTORE RACCONTA: INCONTRO CON L’ARCHIVISTA DELLE ANIME
Ho voluto mettere insieme in questo libro alcune storie dell’orrore, quello che si insinua nella quotidianità nutrendosi delle nostre paure più profonde. Terribili mostri, serpenti millenari e fantasmi evanescenti condividono la scena con disumani serial killer, assassini prezzolati, preti corrotti, scafisti senza scrupoli e terroristi sanguinari. Demoni in carne e ossa o creature d’ombra intrecciano menzogne e frammenti di verità, confondendo l’anima di uomini e donne comuni che si muovono nei luoghi di una Sicilia misteriosa e inquietante: l’antico quartiere della Spirduta in Ortigia, l’isola di Augusta, l’entroterra di Caltagirone, la via Crociferi e i sotterranei dell’anfiteatro romano a Catania, il dismesso ospedale psichiatrico di Siracusa, la tonnara di Santa Panagia, il borgo montano di Buccheri, la comunità agricola di Pedagaggi, il remoto villaggio tra Enna e Caltanissetta, i paesaggi lunari del Parco dell’Etna.
Una Sicilia oscura in cui nessuno è innocente, nessuno è un eroe: solo esseri smarriti in una realtà che sfida la logica, dove l’assoluzione sembra un miraggio e l’imprevedibile è l’unica certezza.
Mi è piaciuto regalare al lettore un viaggio in quella porzione di Sicilia, a me così familiare, che sembra governata – come dice il mio amico e prefatore Giandomenico Ruta - da una silente e mai citata Medusa, la gorgone, che ci ritroviamo nella nostra bandiera regionale, senza chiederci come mai proprio lei rappresenti la nostra amata terra, oltre che come manufatto nei tanti negozietti di souvenir diffusi per l’intera Isola. Una sorta di terribile Guardiano della Soglia che spaventa chi non è all’altezza di accostarsi ai mondi ultraterreni, ma che a forza di guardarlo, per quanto spaventoso, ci si fa l’abitudine. Lei, infatti, viene raffigurata con un volto femminile bellissimo ma con dei serpenti al posto dei capelli, che la generosità dei siciliani ha adornato con delle spighe di grano per ribaltarne il simbolismo malefico, di certo riconducibile alle regioni infernali, rendendola così più consona al nostro temperamento e al nostro clima soleggiato. La Sicilia, bella e martoriata, gloriosa e infamata, credente e superstiziosa, cela veramente delle realtà oscure dietro una facciata da cartolina, ed è questo che mi ha affascinato e che spero affascini i lettori, infatti, la carrellata di personaggi si trova a convivere con demoni, spettri, malefici jinn, specchi magici, case infestate e tanto altro, pur rimanendo persone apparentemente annoiate da una vita fin troppo normale. E la bellezza dei luoghi citati viene contaminata da quell’orrore che può sconfinare nell’omicidio, o in azioni dissacratorie, nell’operato di miseri mercanti dell’occulto o nel mercato di ostie consacrate… e di anime umane. Se è vero che Medusa pietrifica l’incauto che osa guardarla, è altrettanto vero che ogni creatura del male affascina.
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